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Il patto di stabilità, l’imprenditore, i licenziamenti, l’usura delle banche

Palermo, 06/02/2014 -

COMUNICATO STAMPA

 

Il patto di stabilità, l’imprenditore, i licenziamenti, l’usura delle banche  .

 

 

Palermo, Oggi  6 Febbraio 2014, alle 9e50 avrà luogo la prima asta, in uno studio vicino Piazza Amendola a Palermo.  L’imprenditore Andrea Mancuso attende di incassare dei crediti dallo stato, il patto di stabilità blocca i pagamenti, il credito è di qualche milione di euro. L’imprenditore deve fare una scelta, dura ma obbligata, licenzia circa 30 unità lavorative. Le banche iniziano a chiedere i rientri ed avviano delle procedure esecutive. E’  assurda la realtà che da diversi mesi patisce l’imprenditore Andrea Mancuso:  ho subito la vendita di n.3 immobili di mia proprietà, l'ultimo a Giugno 2013, essendo garante della società Medi Clima srl”. Aggiunge con forza e determinazione: Da questa vendita di tre immobili si è costituito un tesoretto che soddisfa i crediti vantati dalle banche che in questi mesi hanno convenuto delle trattative,  per cui sono disposti a non procedere e a sospendere la procedura.

 

Così  l’imprenditore sembra vedere uno spiraglio di tregua, ma non è semplice dice Andrea MancusoAvendo avviato accordi con i miei creditori ed avendo ricevuto da parte loro la disponibilità alla sospensione, procedo con la richiesta di sospensione in tribunale. Purtroppo  un creditore, una banca, ha risposto in ritardo, cioè tre giorni prima della scadenza, ma per legge dovevano essere tutti presentati entro 20 gironi prima dell'asta” .

 

 Quasi ad ignorare questo aspetto, la banca a giugno scorso ha contribuito a non bloccare la procedura, il giudice delle esecuzioni non ha accolto la richiesta di sospensione e la vendita ha avuto luogo, avendo il giudice delle esecuzioni rinviato la scelta di sospendere all’avvocato delegato alla vendita, curatore, che rappresenta il braccio operativo, che raramente esegue in contro-ordine del suo superiore giudice.   Il giudice delle esecuzioni ha applicato l’art. 161 bis disposizioni attuative c.p.c. per istanza di rinvio della vendita nel processo esecutivo

.

L’asta ha avuto luogo, lo scorso giugno 2013 il curatore ha proceduto con la vendita, in quanto c’erano degli offerenti dice il Sig. Andrea Mancuso : “ho assistito erano due gli offerenti, due giovani disoccupati,  hanno aperto l’asta è l’immobile è stato aggiudicato” . si chiede l’imprenditore, che negli anni, con sacrifici, ha offerto 30 posti di lavoro, pagato le tasse, garantito un sano ambiente di crescita e sviluppo per la sua famiglia e per quella dei suoi dipendenti  dice Andrea Mancuso come può la legge permettere che chi non ha una capacità economica, chi non produce reddito, compri gli immobili all’asta? Come può la legge avendo l’accordo dei creditori, che sono coloro che vantano il credito, prevedere che anche gli offerenti, cioè coloro che partecipano all’asta possano incidere sulla prosecuzione della vendita;  come può la legge non  prevedere le verifiche in merito all’antiriciclaggio e alla capacità reddituale di chi partecipa? 

 

 L’associazione Aiutiamoci Antiusura bancaria a cui il Sig.Andrea Mancuso si è rivolto ribadisce con forza il suo fondatore Ciro Gianforte che ci riferisce “ Attualmente per prevenire l’antiriciclaggio e ai fini della tracciabilità dei flussi finanziari, la legge prevede  che chi compra un bene, si reca da un notaio e compie un atto pubblico nel quale due soggetti si trasferiscono la proprietà dell’immobile, e ha l’obbligo di legge di comunicarlo all’Agenzia delle Entrate e alla Guardia di finanza.  Perché al momento in cui un soggetto prende parte ad un asta queste verifiche non vengono fatte?”

 

Sostiene Andrea Mancuso “Questa somma è sufficiente a soddisfare tutti i creditori, ma la banca che mi ritardò la risposta negli anni ha avviato altre procedure sullo stesso credito coinvolgendo un garante, mia moglie con la vendita di due immobili”   

 

 

Il caso del Sig Mancuso è inaccettabile continua il sig. Gianforte : “Dalla vendita dei tre immobili si è ricavato un capitale, di circa 450.000,00 euro, gli immobili valevano molto di più. Tali importi sono nelle disponibilità del delegato alla vendita. Non si provvede al riparto delle somme e la banca si è tutelata avviando anche un'altra procedura immobiliare su due appartamenti della moglie garante anche del Sig Mancuso che ricavava da questi immobili degli affitti con cui dava da mangiare alla sua famiglia. Questi affitti non sono più stati nella disponibilità di Mancuso ma hanno concorso alla formazione dell’importo che è nella disponibilità del delegato alla vendita.”

 

In questi mesi sono state avviate delle analisi sui rapporti bancari, al fine di verificare se era probabile che la banca avesse negli anni applicato dei tassi usurai. Dalle perizie eseguite, da tecnici esperti in analisi contabili, c’è usura, per oltre il 30 % del credito vantato delle banche.

 

 

L’imprenditore Andrea Mancuso continua con la sua protesta : “Con l’asta che qui oggi dovrebbe avere luogo, che non è stata sospesa dal giudice dell’esecuzione, pur avendo presentato richiesta di sospensione si sta verificando per la seconda volta l’ingiustizia che si è verificata a giugno scorso.  Dobbiamo correre il rischio che vengano venduti anche questi due  immobili?. Qui il creditore è uno solo, la banca che mi ha già accordato la sospensione, il credito è soddisfatto dal tesoretto che è nella disponibilità del professionista avvocato delegato alla vendita. Perché continuare ?

 

Info e contatti

 

Associazione Aiutiamoci Antiusurabancaria

 


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