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Valguarnera. Incontro del Cif provinciale sulla tematica della donna garante dei legami familiari.

Valguarnera, 13/03/2014 -

Nel salone della chiesa madre di Valguarnera si è svolto un incontro promosso dal Cif provinciale e organizzato dalla locale sezione comunale che ha accolto anche la delegazione ciffina proveniente da Piazza Armerina.

  La donna garante dei legami familiari” questo il tema prescelto che è stato relazionato da Nuccia Morselli psicoterapeuta che collabora con la Diocesi di Piazza Armerina nella Commissione Pastorale Familiare. 

 Al tavolo dei lavori, oltre alla dott. Morselli, anche la presidente provinciale del Cif Rosalia Palidda, e quelle della sede di Valguarnera, Doriana La Delfa, e della sede di Piazza Armerina, Maria Teresa Ventura.

Le ciffine hanno ricevuto il saluto  del sindaco Sebo Leanza e per l’Azione Cattolica diocesana della dott. Caterina Falciglia.

Il pomeriggio ha avuto inizio con un intrattenimento musicale molto apprezzato grazie  alle melodie eseguite dai maestri Cannavò al violino e Re al pianoforte.

Nuccia Morselli ha esordito puntando l’attenzione sul costrutto legame familiare che parte dall’assunto che la  donna è generatrice per natura di legami e proprio per questo conosce bene tutto ciò che implica la nascita e la presenza di un legame.

Sono le donne che per prime sperimentano il legame con la creatura che portano in grembo e tutto ciò che esso comporta in termini di correlazione, di  mutualità di responsabilità.

Il legame tra madre e figlio non verrà mai meno, ma la donna ha il dovere di trasmettere ed insegnare agli altri  ciò che essa vive in maniera naturale.

Morselli ha sottolineato: “Le donne devono spendersi  per combattere l’analfabetismo affettivo che è causa della perdita dei legami , ha il compito di contrastare il paradigma del consumatore che ormai ha invaso anche le relazioni e i legami familiari.

Questo succede perché tutti noi siamo sottoposti nostro malgrado a condizionamenti superiori che ci sviano dall’esercizio della responsabilità.

Invece riconoscendo questa pericolosa  deriva affettiva che porta a posizioni egoistiche, di isolamento e a lungo andare di disagio, si deve prendere atto della necessità di percorsi di educazione affettiva e comunque anche in maniera spontanea e informale è importante spendersi per la crescita e la cura delle relazioni.

In caso contrario, la realtà ci sottopone una donna che arriva ad essere alienata da se stessa, dal proprio corpo, dal suo potenziale riproduttivo e generativo; si arriva anche all’alienazione del proprio partner, dei propri genitori e addirittura dei figli, cioè delle persone la cui cura è demandata a lei in maniera principale.

Occorre uscire dal nostro arroccamento sperimentando la soddisfazione che ci procura occuparsi dell’altro, esercitando il senso di responsabilità che è   proprio della donna che lavora con le differenze, con il conflitto”.

Secondo la dott. Morselli, la donna deve  gestire queste situazioni perché possa esercitare la propria capacità di mediare, dando prova di responsabilità, di affetto e di sicurezza.

Marta Furnari


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