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Le dichiarazioni della presidente del Comitato Pro Chiello

Piazza Armerina, 15/02/2014 -

“Dobbiamo coordinarci  per evitare la chiusura dei 4 ospedali dell’ennese senza sacrificarne neppure uno” a dichiararlo è la presidente dell’associazione-comitato “Pro- Chiello”, Rosa Rovetto, alla luce delle ultime notizie apparse sulla stampa: “Ho letto –dice Rovetto- le dichiarazioni rilasciate da un consigliere comunale di Enna che sostiene l’idea secondo cui 4 ospedali per il territorio dell’Ennese sarebbero troppi e non condivide il concetto di “Ospedali Riuniti”.

La presidente ci spiega il suo disappunto: “Mi sembra che dalle dichiarazioni traspaia la volontà di classificare l’ospedale di Piazza Armerina, ma anche quelli di Leonforte e Nicosia, come “periferia” intesa nel senso negativo del termine, valutandole strutture che non sono da riferimento a bacini di utenza adeguatamente consistenti e che addirittura dovrebbero essere viste come zavorre che frenano il potenziamento e la centralità dell’ospedale di Enna.

E’ errato pensare alla formula “Ospedali Riuniti” messa a punto dall’assessore regionale alla sanità, Lucia Borsellino, e condivisa da più parti, come ad una idea per la sopravvivenza di nosocomi inefficienti bensì deve essere letta nella sua chiave reale: mettere in rete strutture  ospedaliere efficienti i cui servizi si completano ed integrano vicendevolmente e sono punto di riferimento di una utenza adeguata e senza creare inutili liste di attesa”.

Rosa Rovetto concede qualche apertura: “E’ pur vero che per far funzionare al meglio gli “Ospedali Riuniti” bisogna migliorare le infrastrutture stradali e i supporti tecnologici, ma questi sono elementi sul cui ottenimento   dobbiamo batterci insieme”.

Rovetto puntualizza: “Noi non vogliamo che il potenziamento di Piazza o delle altre strutture  avvenga a discapito di una di esse, la centralità non vuol dire riunire tutta l’offerta sanitaria e ospedaliera  in unico stabile ma creare percorsi di specializzazione e diversificazione dell’offerta sanitaria dislocati sul territorio.

Questa modalità potrebbe evitarela migrazione sanitaria. Cerchiamo di non essere catastrofisti non capisco perché se in altri territori dell’Italia gli “Ospedali Riuniti” funzionano anche noi non potremmo impegnarci seguendo il buon esempio”.

La presidente Rovetto in questi giorni ha completato le visite  alle amministrazioni comunali degli 8 Comuni che fanno riferimento sanitario al “Chiello”: Aidone; Barrafranca; Mirabella Imbaccari; Pietraperzia; Raddusa; San Cono; San Michele di Ganzaria; Valguarnera. Agli amministratori la presidente ha consegnato una lettera che illustra le offerte sanitarie e ospedaliere del “Chiello” e che dovràessere distribuita ai medici di famiglia, alle farmacie e in tutti i luoghi pubblici.

Marta Furnari


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