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Pochi caffé, caffé più caro!

Enna, 02/03/2014 -

La polverizzazione dei bar rende difficile la gestione dei punti vendita. Si fanno pochi caffé e i gestori sognano l'aumento della tazzina di caffé.

«Gli effetti nefasti della crisi economica cominciano a farsi sentire sulla categoria dei pubblici esercizi e in particolare dei bar». La denuncia arriva dalla Confcommercio provinciale con il suo presidente dott. Maurizo Prestifilippo ex sindaco di Piazza Armerina. «La svolta europea della Direttiva Bolkestein - dichiara il presidente -  non aveva mancato di suscitare critiche nell’ambiente sindacale per la preoccupazione di una proliferazione dei pubblici esercizi che avrebbe ridotto ulteriormente i già esigui margini di migliaia di piccoli esercenti. Ma oramai la parola liberalizzazione sembra essere di moda e non si torna indietro». Il riferimento  da parte del dott. Prestifilippo è dovuto al moltiplicarsi dell’apertura di nuovi bar e caffetterie in  provincia di Enna e in tutta Italia (particolarmente nel meridione), al di fuori di un minimo criterio di programmazione e la concorrenza ha finito per fiaccare le attività esistenti, senza dare ai nuovi imprenditori la possibilità di ammortizzare le rilevanti spese di impianto. E’ così che si è assistito ad una rapida evoluzione delle aperture e delle chiusure di esercizi di somministrazione. «Da tempo notiamo – afferma – che chiudono bar ma anche ristoranti e alberghi, questi ultimi non riescono a sopportare la concorrenza che viene dai B&B, che operano spesso al di fuori delle normali regole tariffarie e fiscali e finiscono per esercitare una concorrenza sleale ai danni degli hotel». Lo stesso presidente,  nota che chi paga le tasse ormai deve scegliere se onorare il fisco, pagare i fornitori o rinunciare anche ad un minimo utile per portare avanti la famiglia. «Le statistiche parlano chiaro – conclude - ma non c’è verso di invertire la rotta, ormai c’è solo il mercato con le sue leggi ferree, mentre si è acuita a dismisura la pressione del fisco e la burocrazia.  Gli esercizi pubblici che sopravvivranno a questa decimazione, rimarranno localizzati prevalentemente nei centri di riunione e in prossimità delle scuole e degli uffici pubblici. Insomma di bar non si vive più e presto i consumatori vedranno coi loro occhi intere vie e quartieri della loro città senza il loro punto di ristoro».

Se Prestifilippo non tace sulle difficoltà che si fanno sentire nel settore dei pubblici esercizi qualcosa intanto si muove sul terreno dei prezzi. La maggiore concorrenza doveva in origine servire a calmierare i prezzi ma la polverizzazione degli esercizi sta invece portando numerosi operatori a voler rincarare i generi di maggiore richiesta. Tra breve anche nella nostra provincia potrebbe essere rivisto al rialzo il prezzo della tazzina di caffè e tutto il listino delle consumazioni.

Da qualche mese infatti sono state avviate da Confcommercio provinciale le consultazioni degli imprenditori del settore dei pubblici esercizi, per la revisione annuale del listino e la stragrande maggioranza degli operatori si è espressa per un contenuto aumento del caffè e di tutte le altre preparazioni artigianali di bar e di piccola pasticceria.

Piero Cancaré 


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