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Visita al Museo della Lue

Modica, 23/02/2011 -

Straordinariamente intatto l'Ospedale Modicano dedicato alla cura del mal francese offre uno spaccato storico dell'evoluzione delle terapie e dei luoghi di cura. Non mancano straordinarie sorprese come le botti per la somministrazione del cinabro e apparecchi medicali dei primordi.

 

Fino ai primi decenni del Novecento, nei principali nodi ferroviari delle più importanti stazioni climatiche, grandi cartelli annunciavano: "A Modica le botti di Campailla per la cura della lue".

La Città della Contea rappresentava, infatti, un centro di primaria importanza, unico nel suo genere, per la cura della lue, meglio nota come sifilide.

E` pertanto inestimabile il valore custodito dal Museo «Tommaso Campailla» di Modica, inaugurato lo scorso settembre e restituito alla città grazie all`impegno profuso dall`Associazione Culturale «IngegniCulturaModica» e dal prof. Valentino Guccione. Una qualità comprovata anche dal recente encomio ricevuto lo scorso mese di dicembre alla GAM di Palermo dalla commissione scientifica dell`associazione «I world» che, in coerenza con l`art. 2 della Convenzione UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, ha inserito la «Scuola Medica Modicana e Le Botti di Tommaso Campailla» all`interno del «Libro dei saperi» del R.E.I.L., il Registro delle Eredità Immateriali di Interesse Locale.

 

Il museo sorge all`interno di un antico stabile del XVII sec. edificato per accogliere il primo ospedale della città, il «Santa Maria della Pietà», poi divenuto Sifilicomio Campailla e, infine, Ospedale Campailla. Centro di primaria importanza per il trattamento della sifilide sino agli anni Quaranta, la gente accorreva da ogni dove per beneficiare delle preziose terapie. In seguito alla scoperta della penicillina e al suo impiego per la cura della malattia, subì di conseguenza un progressivo declino fino alla definitiva chiusura negli anni Settanta del secolo appena trascorso.

L`itinerario all`interno della struttura si snoda lungo quattro sale espositive: la Stanza delle «Botti», lo Studio Medico, il Teatro Anatomico e il Museo della Medicina.

 

La Stanza delle «Botti» è la parte più antica e preziosa di tutto il percorso, ove l`angoscia lasciava spazio alla speranza. Qui venivano sottoposti ai benefici della cura i sifilitici. Entrando, la sala appare subito lugubre e plumbea. A sinistra, coperte da un`intelaiatura di legno provvista di tre porte e risalente a un periodo successivo, emergono le tre stufe mercuriali, chiamate comunemente «botti». Piccolissime, (appena 0,80 m base x 1,34 m altezza), il malato doveva entrarvi sedendosi su uno sgabello. Dopodichè veniva chiusa la piccola porticina che serviva per accedervi. Costruite con una varietà di legname ignoto dello spessore di 2 cm, le Botti sono ricoperte all`esterno da un impasto, anch`esso sconosciuto, spesso 20 cm.

Due piccoli fori, in alto e alla base, permettevano, rispettivamente, di monitorare il processo e il paziente durante la permanenza all`interno della «stufa», e inserire la dose di cinabro e incenso dentro il braciere ardente contenuto nella botte, cosicché le fumigazioni esalassero nell`aria la sostanza curativa.

Oltrepassando un corridoio si giunge nello Studio Medico. Arredato in stile ottocentesco, è un vero e proprio cimelio che, grazie ai preziosi arredamenti e agli arnesi custoditi al suo interno, offre uno spaccato di ciò che doveva essere l`ambiente e le consuetudini mediche di allora. Inoltre, merita un cenno a parte, la preziosa libreria con una serie di volumi medici del 700 e 800.

Al piano inferiore, attraversando il cortile interno in cui è posto il busto del Campailla, si trova il Teatro Anatomico, uno dei pochi esempi in Italia. Situato in una stanza dalle volte a botte, è collocato ai piedi di due scalini che portano su un piano rialzato ove gli studenti vedevano dissecare il cadavere di turno.

Chiude la visita il Museo della Medicina, una preziosa collezione di strumenti medici e chirurgici dell`Otto e Novecento, tra cui si menzionano un apparecchio per pneumotorace del prof. Morelli, un elettrocardiografo, un`apparecchiatura per Marconiterapia, un antico apparato «Gilardoni» per radioscopie, oltre ad altri importanti dispositivi e a svariati attrezzi medici.

Impreziosiscono il percorso alcune testimonianze fotografiche della malattia, scatti d`epoca che riprendono i danni inflitti dalla sifilide sui corpi dei malcapitati «amanti profani».

 

Giovanni Scucces

 

L`Ente gestore,  l`Associazione Culturale «IngegniCulturaModica», è riuscito a ottenere, recentemente, l`iscrizione della Scuola Medica Modicana e delle Botti del Campailla nel «Libro dei Saperi» del R.E.I.L. (Registro delle Eredità Immateriali di Interesse Locale), ideato da «I World» (Associazione Mondiale per la Salvaguardia e la Valorizzazione delle Identità dell'Umanità) in coerenza con l`art. 2 della Convenzione UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale.

 

INFORMAZIONI UTILI

 

Museo «Tommaso Campailla» Modica

 

Indirizzo: Ex Ospedale Campailla - Piazza Campailla - Modica (RG)

 

Orari: Da martedì a sabato ore 10,00 - 13,00 / 16,00 - 19,00.

           Domenica e festivi ore 10,00 - 13,00

 

Recapiti: Ass. Cult. IngegniCulturaModica: Tel./Fax. +39 0932763990 

                Cell.  +39 3384873360 - +39 3333301656 

                e-mail: cultura@ingegnicultura.it.

 

Ufficio turistico: Tel. +39 0932759634

 

Sito web: http:// ingegniculturamodica.ning.com/

                http://www.ingegnicultura.it

 

Biglietto: Intero ¬ 2,00 - Ridotto ¬ 1,00


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